La Fondazione Franzini ha il piacere di inaugurare questa nuova sezione dedicata agli amici del Museo annunciando a visitatori e appassionati che la nota collezionista Silvana Stroppa ha donato al Museo del Giocattolo e del Bambino le sue numerose bambole. Tutti esemplari significativi databili nella prima metà '900: biscuit, celluloide, cartapesta, composizione, fino alle prime e interessanti plastiche dure.

In particolare si segnalano alcune Lenci e tra queste il bebè di lacca "Gioia" presente sul catalogo del 1932.

Collezione Diana Castagnoli

Trenino della fabbrica marklin.
Dono di Anna Maria e Cristina Delle Piane: "Sarai contento, papà, che tanti bimbi ammireranno il tuo trenino".

Il "girotondo" di bambole italiane degli anni '40 è stato donato dalle sorelle De Rosa, compagne di liceo nel... secolo scorso.

Una bambola Furga di grandi dimensioni (corpo di legno e testa di porcellana) è offerta da Marisa Montagna.

Anna Rosa Rugliano ha inviato da Trieste un bel bambolotto (Armand Marseille 351 14.K) a ricordo di Maurilia Costantini che lo aveva "battezzato" Pik Badaluk come il personaggio nato dalla fantasia di Grete Meuche.

Fra i giocattoli donati da Erica Cavallini a ricordo del nonno Ernesto Rusca, si segnalano i burattini in gesso degli anni '40 ( serie complete con i personaggi delle fiabe), la coppia Stanlio & Ollio realizzata in panno e una divertente bambola Topsy (Gem. Toy Company) degli anni '30.



Bambola sciatrice LaneRossi (anni '40).
Dono di Barbara Castiglioni che ricorda:

"Questa è la storia che mi narrò mia madre relativa alla bambola.
Mia madre era Vittorina Mariani, coniugata Castiglioni.
È€™ vissuta dapprima a Milano dove era nata il 31/01/1929 e poi a Desio, dove è deceduta l'01/07/2016. Fu durante la guerra che dovette sfollare a Desio perché i bombardamenti distrussero la sua casa e uccisero suo padre.
Era diplomata Maestra e avrebbe voluto tanto studiare Matematica; a causa della guerra però sua madre, rimasta vedova, faticò già a farla diplomare e successivamente dovette abbandonare la facoltà di Magistero per lavorare.
Trovò posto come impiegata c/o la Ditta LaneRossi a Milano, in Direzione, e fu in occasione di una festa natalizia organizzata per i dipendenti nel 1948 che ricevette la bambola vestita da sciatrice con i tessuti LaneRossi. La diedero a Lei perché allora era la dipendente più giovane.
Lei la conservò sempre come un caro ricordo, nella sua scatola originale, e me ne parlò in più occasioni quando la aiutai a riordinare armadi e vecchi bauli."